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Rubriche » Comunicazioni dal Club

 

 

 

 

 

 

 

Comunicazioni dal Club

 

La sezione raccoglie degli interventi di informazione riguardanti le attività del nostro Club e dei nostri cani nel contesto del panorama cinofilo nazionale e internazionale

 


 

 

Comunicato della Presidenza (2016)

 

 

Da più parti – e in ogni sede di confronto – si è sempre invocato alla “unione di forze” tra i due Club che oggi, in Italia, tutelano la razza setter irlandese.
 

Con questo spirito, la scorsa estate abbiamo ricercato un incontro con la SIS per ribadire le nostre priorità di lavoro per la tutela della razza e condividere un documento programmatico; all’incontro parteciparono i presidenti dei due Club ed alcun componenti dei due Consigli Direttivi.
 

Al termine dell’incontro fu condiviso un documento cui fu data ampia diffusione anche attraverso la pubblicazione sui due siti del RSCdI e della SIS (leggi testo riportato in seguito).
 

Oggi, a distanza di quasi un anno, abbiamo sollecitato la SIS all’intraprendere almeno una delle iniziative a suo tempo concordate ma, per tutta risposta, abbiamo avuto soltanto un rinvio alle decisioni che vorrà prendere la prossima consigliatura (ancora un altro anno!!); neanche il Presidente della SIS ha voluto rispondere ad una nostra precisa richiesta di intervento.
 

Ci sembra che la misura sia davvero colma!
 

Oggi non si può più dubitare – da parte di alcuno – su chi non vuole “unire le forze” per il bene della razza. Non ci si può più chiedere di fare qualcosa; noi abbiamo fatto di tutto ed anche di più!

 

Lo abbiamo fatto sul piano istituzionale – interessando la società specializzata di razza – e lo abbiamo fatto concretamente attraverso i cani dei nostri soci andando a vincere ovunque in Europa.
 

Gli altri cosa hanno fatto?


Naturalmente restiamo sempre disponibili ad un confronto su obiettivi concreti per la tutela della razza, ma dubitiamo che qualcuno voglia davvero far cambiare le cose.
 

Forse hanno pensato che era sufficiente gettare fumo negli occhi con l’espediente di un documento programmatico cui – sin dall’inizio – non si intendeva dare seguito. Ci dispiace: noi siamo persone che crediamo in quello che facciamo e quello che diciamo (o peggio, scriviamo) per noi è un impegno.


Evidentemente, per altri non è così.
 

 

Comunicato congiunto (20 giugno 2015)

Setter Irlandese Club SIS (SIC) e Red Setter Club d’Italia (RSCdI)

 

Si informano tutti i soci e gli appassionati della razza che lo scorso 20 giugno 2015 si è tenuta una riunione dei due delegazioni dei Club allo scopo di individuare possibili aree di collaborazione tra i Club e con l’intento di realizzare iniziative volte al miglioramento delle caratteristiche di lavoro e morfologiche delle razze setter irlandese rosso e rosso bianco.

 

Al termine dell’incontro, si è giunti alle seguenti determinazioni:

 

  • i due Club auspicano e si impegnano – riconoscendone il valore e l’utilità – in una collaborazione fattiva, soprattutto nella organizzazione delle prove di lavoro, al fine di ribadire la vocazione venatoria e favorire l’utilizzo in prove di lavoro del setter irlandese;

 

  • riconoscono il ruolo che il RSCdI – quale Club parimenti dedicato alla valorizzazione della razza per la componente “lavoro” (organizzazione prove riconosciute, individuazione dei giudici, organizzazione delle prove speciali, rappresentanza della razza nei consessi internazionali, ecc) – ha svolto in questi anni di propria attività;

 

  • riconoscono, adottano e promuovono, quale standard ufficiale di lavoro – rispetto al quale sensibilizzare tutti i giudici esperti ENCI – quello approvato dall’Irish Red Setter Club del paese di origine, cui rimanda lo standard FCI No. 120/02.04.2001/GB;

 

  • riconoscono e condividono il valore del rispetto e della rispondenza dei soggetti – siano essi presentati in prove di lavoro che in esposizione - allo standard morfologico della razza, avendo a riferimento lo standard ufficiale FCI per la morfologia per la razza setter irlandese rosso (FCI 120) e rosso bianco (FCI 330);

 

  • ritengono altresì utile - sia per quanto attiene ai regolamenti delle prove di lavoro che ai criteri di giudizio morfologici - promuovere un aggiornamento sistematico delle competenze degli esperti giudici ENCI in materia;

 

  • ritengono necessario prevedere obbligatoriamente – per i cani che hanno conseguito i titoli per la proclamazione a Campione Italiano/ Internazionale di Lavoro e/o di Bellezza - il test della displasia dell’anca, rendendo pubblico il referto con evidenza anche sul pedigree dei soggetti indagati. In tal senso il SIC verificherà la fattibilità tecnico/giuridica di tale iniziativa e proporrà al Consiglio Centrale della SIS – d’intesa con il RSCdI - l’adozione di opportuna deliberazione in materia da comunicare successivamente all’ENCI;

 

  • ritengono necessario introdurre obbligatoriamente un test di valutazione delle attitudini naturali (per il lavoro) e di conformità morfologica, da effettuarsi entro i 18 mesi di vita durante i raduni ufficiali di razza giudicati da esperti giudici individuati di concerto tra i due Club ed alla presenza di “esperti” di razza nominati dai due Club. Allo scopo il SIC verificherà la fattibilità tecnico/giuridica di tale iniziativa e proporrà al Consiglio Centrale della SIS – d’intesa con il RSCdI - l’adozione di opportuna deliberazione in materia da comunicare successivamente all’ENCI;

 

  • ritengono opportuna, per i cani in omologazione per il Campionato italiano di bellezza, l’effettuazione di una verifica di lavoro da parte di una commissione "comune" SIS/RSCdI composta da persone di provata esperienza e conoscenza specifica della razza. Allo scopo il SIC verificherà la fattibilità tecnico/giuridica di tale iniziativa e proporrà al Consiglio Centrale della SIS – d’intesa con il RSCdI - l’adozione di opportuna deliberazione in materia da comunicare successivamente all’ENCI;

 

  • ritengono utile organizzare annualmente una prova speciale irlandesi, “su selvaggina naturale”, per soggetti fino 24 mesi con rilascio di un certificato che attesti le attitudini naturali (TAN) e nessuna rilevanza degli errori di dressaggio nei cui criteri di giudizio; la prova sarà annualmente organizzata in collaborazione tra i due Club su terreni idonei, con adeguata presenza di selvaggina naturale ed alla presenza di “esperti” di razza nominati dai due Club;

 

  • ritengono utile organizzare alcune prove annuali riservate alle sole femmine (nessuna rilevanza degli errori di dressaggio) con riconoscimenti economici per i proprietari delle femmine più meritevoli (regolamento e modalità di svolgimento delle prove dovranno essere definiti e portati alla approvazione del Consiglio Centrale della SIS);

 

  • ritengono utile riportare vicendevolmente nel sito SIS e nel sito RSCdI i risultati e le qualifiche ottenute dai cani nelle Prove di Lavoro e in Esposizione, senza il "vincolo della doppia tessera"

 

  • ritengono utile proporre al Club Internazionale del Setter Irlandese (CISI) l'istituzione del doppio titolo di campione europeo maschio/femmina anche se in batterie miste. La delegazione RSCdI era composta dai sigg.: Orlando Vari, Presidente del RSCdI; Fernando Corain, segretario e tesoriere; Roberto Zanarella, responsabile della Commissione allevamento; Bruno Festa, responsabile per le prove di lavoro; Luca Giovannini, responsabile della gestione del sito web www.redsetterclub.it e delle pubblicazioni periodiche del Club; per il SIC erano presenti i Sigg,: Angelo Brisa, Presidente del SIC; Stefano Lorenzini, Vice Presidente. Alla riunione ha partecipato il Presidente della Società Italiana Setters, Sig. Francesco Balducci.

 

 


 

 

Lettera del Presidente

 

Quest’anno il nostro Notiziario esce in un numero unico (anche noi abbiamo dovuto fare una spending review) e per questo motivo tante sono le cose da raccontare.
Primo tra tutti, il rinnovo del Consiglio Direttivo del Club (le elezioni si sono tenute durante il raduno primaverile di Conselice) che ha visto riconfermato un nucleo “storico” di consiglieri e l’inserimento di un paio di validi giovani che senz’altro sapranno portare freschezza ed entusiasmo  nelle progettualità del Club. Come consuetudine, l’elenco dei soci consiglieri, così come quello dei delegati regionali, lo trovate qui a fianco, nella seconda di copertina  del Notiziario.
È stata l’occasione anche (come anticipato nel Foglio Notizie di giugno scorso) per rivedere il vecchio Statuto per adottarne uno che tenesse conto delle modifiche normative nel campo del diritto associativo – nel frattempo intervenute – e della mutata realtà del nostro Club. Il club è cresciuto molto, se non di numeri, certamente di reputazione e questo ha generato due effetti: da un lato si sono moltiplicati gli accessi al nostro sito internet, l’unico in Italia che sia in grado di fornire qualche notizia aggiornata ed attendibile sulla razza;  dall’altro, il nostro logo è diventato sinonimo di affidabilità e qualità, al punto che alcuni allevatori, in maniera impropria, si fregiano si essere nostri affiliati.
Proprio per proteggere la nostra immagine, abbiamo registrato il nostro logo ed ora tutti coloro che lo utilizzeranno senza una specifica nostra autorizzazione saranno perseguibili per legge. Grazie al nostro socio Caputo, abbiamo un nucleo di professionisti che ci assiste (legali, fiscalisti, ecc.) e siamo davvero pronti per fare il salto di qualità.
Parlando di cose accadute, poi, non possiamo non citare la grande partecipazione del RSC d’Italia in Francia, per la settimana del Campionato d’Europa; partecipazione che appare ancora più eclatante vista l’assenza di un qualsiasi rappresentante del Club “ufficiale” di razza che quest’anno addirittura non ha neanche inviato il giudice che, come di prassi, viene richiesto. Una vergogna per il nostro Paese!!
Qualche risultato c’è stato (potete leggerne nelle pagine più avanti) ma ancora non riusciamo a mettere un cane italiano davanti a tutti gli altri. Ma i tempi sono maturi e l’Europa guarda ora ai anche nostri cani per avere un metro di confronto.
Detto – per grandi linee – degli accadimenti 2014 e rinviando ai reportage curati direttamente dai soci per quanto riguarda i raduni organizzati nell’anno, solo due parole per i progetti futuri.
Come Club abbiamo il dovere di tutelare la razza, i nostri cani e a loro reputazione. Abbiamo inoltre la responsabilità di segnalare i migliori riproduttori e in questa direzione va la decisione adottata dal Consiglio in una seduta dello scorso ottobre, di modificare parzialmente i criteri di inserimento nella sezione “Campioni” dei cani che hanno ottenuto i titoli necessari per il campionato di lavoro. Anche di questo potete leggere nel dettaglio in un breve articolo dedicato; io voglio fare soltanto una considerazione di carattere generale. Tutti noi sappiamo quanta ipocrisia e quanta falsità circoli nel mondo delle prove e con quale “facilità” alcuni cani raggiungono il campionato (non solo di lavoro);  non possiamo far finta di niente o limitarci a dire “così fanno tutti!”. Noi dobbiamo dare ai nostri soci – ma anche a tutti coloro che vorranno presentarci i loro cani, pur non essendo soci - la possibilità di avere una certificazione in più: la certificazione di un club specializzato di razza che non è riconosciuto come tale in Italia soltanto per le ben note questioni politiche che tutti conosciamo, ma che è riconosciuto ed apprezzato in tutta Europa per correttezza, competenza e dedizione alla razza.
E dopo aver fatto tanto lavoro per i cani da lavoro, per il prossimo anno dobbiamo cominciare ad occuparci seriamente anche del mondo delle esposizioni. Anche per questo abbiamo voluto individuare una persona cui affidare la responsabilità di questo settore, Lorena Stokel, con la quale fin dai primi mesi del prossimo anno proveremo a formulare le prime idee su cui lavorare.
Quando arriverà il Notiziario, le festività natalizie saranno ormai trascorse. Vi arrivi comunque un grande Augurio di Buon Natale e di un Felicissimo 2015 da parte mia e di tutto il Consiglio del Club.

 

Il Presidente del Red Setter Club d'Italia

                        Orlando vari

 

 

 

 

 

Nuovo regolamento Campionato d'Europa

 

Sono passati giusto trent’anni, da quel lontano 1984, in cui Francia ed Italia decisero di dar vita alla “Coppa Europa” per setter irlandesi. L’obiettivo condiviso, era quello di organizzare una manifestazione che consentisse il confronto con soggetti di allevamento di altro paese europeo promuovendo, al contempo, l’utilizzo della razza. La formula sarebbe stata quella della “quète en couple” e si sarebbe corso in primavera su starne selvatiche.

L’identità di visione e la volontà di avviare quanto prima la manifestazione fecero sì che anziché disputarsi in Francia nella primavera dell’anno successivo, il 1^ Campionato d’Europa per setter irlandesi si svolse al Mezzano, in Italia, presenti soltanto due delle nazioni promotrici in quanto la Germania (3^ paese sin dall’inizio presente al Campionato) non poté partecipare per un problema di cagne in calore.

La cronaca riferisce che il Campionato iniziò a disputarsi alle 18.00 (era il 15 agosto) ed il titolo non fu assegnato per mancanza all’appuntamento... delle starne! Tra tutti si distinsero in particolare Samouray de La Chaume Rigault della selezione francese e Moanruad Relko per quella italiana.

Da quell’anno, con rarissime eccezioni, altre Nazioni si sono aggiunte alle iniziali tre promotrici e i Campionati si sono succeduti con regolarità per la gioia – e i dolori – di proprietari, allevatori, conduttori e semplici appassionati della razza che si sono incontrati per rinnovare il “confronto”.

Nel corso delle ultime edizioni – anche su iniziativa del nostro Club – erano state avviate alcune riflessioni sulla regolamento del concorso (sino ad ora si è trattato di un Campionato che assegnava un titolo individuale in una prova per “squadre” presentate dai diversi Paesi partecipanti) ma soprattutto sulla necessità di organizzare la prova in un Paese che – nello spirito originario – poteva garantire la presenza di starne selvatiche.

D’altro canto ormai da qualche anno il Campionato, seppur organizzato dalla Germania, dalla Svizzera o da altro Paese, era regolarmente ospitato dalla Francia; soltanto l’Italia ha provato (l’ultima volta nel 2010) ad organizzare la prova al di fuori della Francia con il risultato che noi tutti ricordiamo. È vero che non avere la possibilità di organizzare il Campionato nel proprio Paese limita la possibile partecipazione degli appassionati che non possono sobbarcarsi faticose e dispendiose trasferte, ma è altrettanto vero che un Campionato organizzato su selvaggina posata (che spesso si è rivelata anche di cattiva qualità) non può essere alla base di quel confronto tecnico e zootecnico che gli ideatori della manifestazione sicuramente auspicavano.

Per arrivare al punto, quindi, durante la riunione del CISI (Club Internazionale del Setter Irlandese) che riunisce i Club Europei di razza, quest’anno durante il Campionato, si è pervenuti alle modifiche del Regolamento; a questa riunione, quale inequivocabile riconoscimento del lavoro fatto in questi anni, per la prima volta è stato ammesso anche il nostro Club.

Il regolamento, sostanzialmente, dice due cose:

  • per la partecipazione ai Campionati non sarà più necessario far parte di alcuna “squadra”: ogni cane partecipa a titolo individuale ed il requisito di partecipazione è legato semplicemente alle qualifiche conseguite;
  • chiunque sia il Paese organizzatore, il Campionato si svolgerà sempre in Francia unico Paese in grado di garantire idonea presenza e qualità di starne ed una collocazione geografica sostanzialmente centrale rispetto ai paesi usualmente partecipanti .

 

Date queste premesse,  nei prossimi anni possiamo aspettarci la partecipazione in “Coppa” di un numero di cani decisamente maggiore ma, soprattutto (e questo è valido per il nostro Paese ma non solo), non sarà più necessario organizzare quelle ridicole prove di “selezione” su pollame d’allevamento, tanto utili per escludere gli indesiderati più che per selezionare i meritevoli.

E per noi questo è un grande risultato!!

 

Il Presidente del Red Setter Club d'Italia

                        Orlando Vari

 


 

 

 Quando la finiremo di voltarci indietro?

 

 

"Bepi" Tarocco e Enrico Marchetti.

Nella recente settimana sarda di Oristano 2014: un 1° ECC. CAC CACIT con Vai nel Vento Chili! E altri risultati... - prop. E. Piacentini - all. Y. Moles
(foto Club del Beccaccino)

Dobbiamo senz’altro ringraziare la Gazzetta della Cinofilia per lo “speciale” sulla razza apparso nell’ultimo numero di dicembre. Ma dobbiamo anche rammaricarci per non aver potuto dare un nostro contributo, come Club, per dare un taglio meno “retrospettivo” all’articolo cercando di far capire agli appassionati cinofili quanti progressi abbia fatto questa razza negli ultimi dieci o quindici anni.

La cosa migliore è affidarsi alla logica imparziale ed oggettiva dei numeri, prima ancora di esprimere punti di vista ed opinioni.

Se guardiamo al numero delle iscrizioni annuali al Registro Italiano dell’ENCI dei cuccioli nati nell’anno, per le razze da ferma siamo passati da circa 42.300 iscrizioni del 2002 a 25.300 circa del 2012; in dieci anni, quindi, si è registrata una diminuzione di nascite (o quantomeno di cuccioli registrati) di oltre il 40%.

Nello stesso periodo, nelle razze britanniche da ferma si è passati dalle circa 26.800 iscrizioni del 2002 alle 16.000 circa del 2012, anche in questo caso con un calo di circa il 40%.

Quindi possiamo dire che, in linea generale, diversi fattori (dalla diminuzione del numero dei cacciatori alla situazione economica non facile degli ultimi anni) hanno determinato un notevole calo nel numero delle nascite di cani da ferma.

E questa, purtroppo, è stata anche la sorte del setter irlandese per il quale, ogni anno, vengono registrate poco meno di 500 nascite (nel 2002 erano più del doppio); ed il numero per noi “utile” è ancora più esiguo se si considera che buona parte di queste nascite riguardano cani destinati esclusivamente alle esposizioni o allevati come cani da compagnia senza alcuna verifica – nel corso del tempo – del mantenimento delle qualità venatorie.

Guardiamo ora ai risultati ottenuti in questi anni dagli irish in  prove di lavoro.

Su circa 60 cani di cui disponiamo il dato delle qualifiche ottenute (dato che possiamo considerare per difetto, poiché non tutti i risultati di soggetti che frequentano le prove di lavoro ci vengono comunicati – invitiamo sempre i soci, ma anche i non soci, a farlo - ed il sito dell’ENCI non brilla certo per tempestività di aggiornamento), dal 2000 al 2013 questi cani hanno ottenuto, in totale, 532 qualifiche;  210 se consideriamo gli ultimi tre anni; quasi 80 soltanto quest’anno!! Nelle 532 qualifiche non sono state conteggiate le qualifiche di Lavoro necessarie per la proclamazione a Campione Italiano di Bellezza relative a 104 soggetti, quindi il totale passerebbe da 532 a 636!

Quindi, se confrontiamo questi dati con quelli relativi al periodo 1984-1992 (424 qualifiche) indicato in uno degli articoli della Gazzetta come il periodo “più fulgido” e consideriamo che risulta più che dimezzato il numero delle nascite fatte registrare dalla razza, appare evidente come – pur considerando un orizzonte temporale più ampio - la quantità e la qualità dei soggetti (cioè, dei risultati) presentati in prove di lavoro sia, negli ultimi anni, notevolmente cresciuta.

 Ma sapete quale è il dato più impressionante? Che di queste circa 532 qualifiche, contiamo oltre 440 ECC, di cui 103 con CAC e 21 con CAC/CACIT: cioè circa 440 delle 532 qualifiche (oltre l’82%) sono state assegnate a fronte di prestazioni di eccellenza nella piena nota del concorso.

Non è tutto. Se devo dirvi, personalmente ritengo che il dato più eclatante che denota gli importanti progressi della razza, negli ultimi anni, sta in ciò che accade davanti ai nostri occhi ogni giorno che siamo fuori a caccia con i nostri cani.

Qualche anno fa – era il 1999 – nel nostro notiziario di dicembre, commentando una prova a selvatico abbattuto, categoria “cacciatori”, svoltasi durante il raduno annuale di Firenzuola  scrivevo “…  quando io guardo uno di questi cani correre, inevitabilmente vado con la mente alle mie giornate di caccia e mi chiedo: porterei con me caccia questo cane per 4 o 5 ore su terreno libero, in montagna o in collina, alla ricerca di beccacce o anche di fagiani veri o, se esistono ancora, di starne quantomeno inselvatichite? Beh, dei tanti visti, forse ne avrei portati ben pochi!...”

Io ho sempre continuato ad andare a caccia con gli irlandesi, talvolta non con totale soddisfazione, ma oggi è molto facile trovare degli ottimi cani da caccia.

Ogni volta che vediamo dei giovani cani nei nostri Raduni, vediamo cani precoci, fermatori, con senso del selvatico, con grande avidità. I cani, a caccia, danno soddisfazione, non temono confronto con altre razze; e anche in prova abbiamo cani che si mettono in evidenza sin da subito.

Gina B(MZ), di Bonatto, finalista al Derby in Francia nel 2011, proclamata Campione Italiano di Lavoro Caccia a Starne nel 2012 a due anni di età, come Kocis BMZ, il fratello di cucciolata. Così Fara, di Festa, campione di Lavoro a 23 mesi; Fast, suo fratello, ECC in caccia a starne. Yeller (BMZ), Nina (BMZ) e Sunny (BMZ), di Trivellato/Bonatto già con qualifiche di ECC e CAC a meno di due anni di età. Così come pure i figli di Brava du Vallon de Beaudini – Bacco, Bernard, Bruto - ECC a 18 mesi.

Questi, per citare soltanto gli ultimi che si stanno distinguendo sui terreni di prove.

Insomma, non credo che la stagione d’oro della razza sia quello che ci siamo lasciati alle spalle. La stagione d’oro è quella che è appena iniziata e nei prossimi anni raccoglieremo a piene mani i frutti degli sforzi dei tanti che, nell’ombra, hanno lavorato in questi anni per i nostri cani.

 

Il Presidente del red Setter Club d'Italia

                        Orlando Vari

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