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Setter Irlandese » Standard di lavoro

 


 


Standard di lavoro


 Nash Von Royal Campione Italiano di Lavoro 2006
Proprietario: Giorgio Del Zotto - Allevatore: Andreas Jockwig/all. Von Royal - Conduttore: Giorgio  Del Zotto
(Foto via Giorgio Del Zotto)


 


 Standard di lavoro Enci 

 

Pluricampione di lavoro francese Urtis de la Chaume Rigault (Foto via Pascal Bouèe/all. de la Chaume Rigault)

L'andatura è di galoppo deciso, facile, velocissimo, quasi quanto quello del pointer. 
La sua meccanica s'avvicina però a quella del setter inglese, tenuto conto che è più alto sugli arti e di portamento eretto.
Egli non si abbandona a serpeggiamenti. 
Nelle lunghe folate, su diagonali ampie e ben spaziate, intercala al galoppo molto allungato dei balzi irregolari, quasi sbandamenti; talvolta riunisce gli arti in qualche passo di galoppo serrato, ma di preferenza si allunga in larghe falcate silenziose, sollevando appena i piedi da terra di quel tanto da non incespicare.
Ben eretto sul garrese, il collo montante e la testa leggermente inclinata sull'orizzonte, dà impressione di "guardare" all’orizzonte, più che di fiutare, e con la coda abbassata, immobile, ricorda alla mente la "silhouette" del lupo, che insegue la preda a vista.
Entrando in zona lievemente impregnata di effluvio, la rimonta con qualche taglio inclinato, rallentando il galoppo, che intramezza a qualche passo di trotto in punta di piedi; si erge anche maggiormente sull'anteriore, come per guardare più lontano, e la coda, sempre bassa, dà qualche lieve ondulazione trasversale.
Accortosi che l'allarme è stato falso, riprende gradatamente la solita andatura.
Se, al contrario, s'accorge della presenza del selvatico, abbassa lievemente il posteriore, rallenta sino a procedere di passo e "si ferma" in posa nobile e sicura, ma non troppo nervosa o contratta.
Ben ritto sull'anteriore, le orecchie portate erette, il collo montante, la canna nasale lievemente abbassantesi, gli occhi ardenti, che si direbbe "vedono" il selvatico: le narici dilatate ed in febbrile azione analizzatrice, il posteriore per contro, non "sente" la solennità del momento; resta in posizione normale, un pò ripiegato con la coda cadente, immobile.
Questo setter, per il suo portamento alto in cerca e per l'olfatto eccellente, è lo specialista delle ventate a distanze iperboliche.
Bisogna però ben conoscerlo per accorgersene, poiché egli pochissimo manifesta esteriormente.
Tende, per contro, ad avvicinarsi quanto basta per accertare, non conoscendo per così dire, la ferma di sospetto o in bianco.
Entrando di taglio in una zona impregnata di effluvio così forte che lo rende immediatamente sicuro della presenza del selvatico, si ferma in qualche passo e si abbassa un pò tutto, con il collo allungato e la testa protesa, tendenti all'orizzonte; indi si rinfranca e va di passo in ferma, come su descritto.
Se poi entra d'improvviso in effluvio che lo avverte di essere a ridosso di un selvatico, cade in ferma subitanea, quasi seduto sui garretti, la coda a terra, indifferente, ma sempre un pò eretto sull'anteriore e la solita espressione della testa.
Allorquando s'accorge che il selvatico tenta di salvarsi pedonando, lo segue con una sicurezza assoluta, mettendosi prima in posizione ben eretta, con la testa portata alta o altissima, ma la canna nasale mai montante; indi di passo o di trotto silenziosissimo, sovente ampio, non si lascia mai giocare, poiché si mantiene sempre a giusta distanza con il fuggitivo.
La coda penzoloni, oscilla un pò quando cammina e ridiventa immobile ad ogni stazione.



 

Ferma e consenso dei Pluricampioni di Lavoro Gerri e Bolì
Proprietario: Stefano Lorenzini - Allevatore: Stefano Lorenzini - Conduttore: Stefano Lorenzini
(Foto via Stefano Lorenzini)




Standard di lavoro Irlandese

elaborato nel 1998 dall’Irish Red Setter Club di Dublino

traduzione a cura di S. Vitale Brovarone controllata ed approvata da Kristin Jameson PRO del Irish Red Setter Club

 

Il setter irlandese è stato fin dalla sua origine allevato come cane da starne e da grouse: pertanto lo stile di caccia a questi selvatici deve essere

Irlandese d'Irlanda
(Foto via Irish Red Setter Club)

ritenuto come norma di giudizio.
Nella cerca dell’irlandese deve ritrovarsi quella intensità necessaria a perseguire lo scopo della caccia: la concentrazione nel lavoro deve essere ben evidente in ogni momento dell’azione sul campo.
Il collegamento con il conduttore è parte essenziale della concentrazione di cui sopra si è detto, non dovendo, comunque, mai essere un limite all’azione di cerca.
Il galoppo del setter irlandese – che deve essere sempre veloce, fluido e di grande facilità – ci consegna un cane con la testa sempre portata sopra la linea del dorso e con il muso parallelo al terreno che viene esplorato; la dorsale è parallela al terreno grazie all’armoniosa interazione dell’anteriore con il posteriore. 
Data la conformazione del tronco – quasi inscrivibile in un quadrato – il galoppo di questo cane appare eretto; la coda deve essere portata in linea con la dorsale e leggermente più bassa di questa e mai, invece, superarla.
Un modesto movimento di coda può essere accettabile, ma resta chiaro che i migliori soggetti non muovono mai la coda se non per bilanciarsi nei cambi di direzione.
Quando entra in emanazione l’irlandese restringe la sua cerca compiendo alcune tipiche sbandate prima di prendere il punto.
Nell’attimo in cui coglie il primo sentore si può notare un qualche movimento di coda, poi l’irlandese si abbassa un po’ sul posteriore restando le spalle e la testa alte per non perdere il filo dell’emanazione.
Gli orecchi, nell’azione di avvicinamento al selvatico, sono portati alti ad indicare la concentrazione e l’attenzione del cane.
La ferma può, a seconda dei casi, essere eretta o schiacciata ma resta sempre intensa, rigida, piena di energia e attenzione.
E’ flessa in terreno spoglio o se presa, per motivi di vento o altro, improvvisamente. 
E’ eretta, come immobilizzazione della filata, in terreni con vegetazione più alta.
La posizione degli arti e dei piedi bilancia la postura del cane a seconda dell’atteggiamento assunto.
La testa è portata sempre alta, lo sguardo è avido, gli orecchi portati eretti e la coda è rigida (a volte irta per la passione) e arcuata sotto la dorsale o con questa in linea .
Se il selvatico si sottrae, l’irlandese lo guida in modo intenso e concentrato, la testa resta eretta a controllare il filo dell’emanazione, il muso è parallelo al terreno, le scapole sono ben evidenti e la coda è rigidamente arcuata verso il terreno.
Grave difetto è da considerarsi la riottosità alla guidata.
L’irish red setter è un veloce esploratore che sa sfruttare il terreno con intelligenza e precisione, rompendo il lacet alla prima emanazione per poterla subito risalire.
Nel momento in cui è certo che l’emanazione percepita non porta al selvatico riprende velocemente la sua cerca.
La profondità dei lacet è moderatamente ampia restando comunque in funzione delle condizioni nelle quali il cane svolge il suo lavoro.

 


 

Setter Irlandese Sheantullagh in ferma su grouse nella brughiera irlandese
(Foto via Irish Red Setter Club)

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